Il grande classico del Catinaccio, le Torri del Vajolet! Anima della leggenda del Re Laurino e paradiso per camminatori e scalatori, da Gardeccia al rifugio Re Alberto affrontiamo questo splendido itinerario

Rosengarten, il giardino delle rose,  è il nome tedesco del Catinaccio che deriva direttamente dalla leggenda!
Re Laurino maledisse questo posto perché nessuno potesse ammirarlo, ma si dimenticò di escludere l’alba e il tramonto…ecco spiegata l’enrosadira, quando la pietra dolomia si colora di rosso!

Un nome che deriva dalla leggenda per delle montagne leggendarie!
Ora che ho fatto il mio tremendo gioco di parole possiamo andare avanti.
Partendo da Gardeccia al rifugio Re Alberto, troviamo un’escursione breve ma impegnativa sotto queste impressionanti torri.

Lasciata la macchina al parcheggio della seggiovia di Pozza di Fassa aspettiamo il pulmino che ci porta direttamente al rifugio Gardeccia (10€ A/R, è l’unico modo di arrivarci, la strada è chiusa).

Rif. Gardeccia

Rif. Gardeccia

Ci sgranchiamo le gambe su un facile sentiero in salita è già ci godiamo lo splendido panorama su queste aguzze creste!

Dopo neppure un’ora arriviamo già ai rifugi Preuss e Torri del Vajolet (2243 m), distanti una manciata di metri l’uno dall’altro. Non manca sicuramente la scelta sul dove fare tappa.

Rif. Preuss

Rif. Preuss

Rif. Vajolet

Rif. Vajolet

Rif. Vajolet

Qui le offerte per una full-immersion di trekking sono parecchie, ma il nostro obiettivo è arrivare alle Torri del Vajolet, finora ammirate solo in qualche post su Instagram (per “qualche post” intendo qualche decina di migliaia eh)

Prendiamo il sentiero 542 segnalato per ben due volte “per escursionisti esperti”. Questo tratto infatti affronta una serie di sbalzi rocciosi con alcune -facili- arrampicate su roccette, aiutate in tre punti con un cavo metallico.

Il canalone da risalire

Il canalone da risalire

uno dei tratti attrezzati

uno dei tratti attrezzati

Breve appunto: da buon veneto mi spiace notare come per trovare tratti ben attrezzati, spesso serva guardare alla “concorrenza” trentina/altoatesina. Penso al nostro giro del Pelmo, con un canalone in discesa attrezzato parecchio male, peccato!

Ovviamente questa salita, anche se facile e divertente, richiede un po’ di esperienza montanara.

uno dei tratti attrezzati

uno sguardo alla salita fatta

Rif. Re Alberto

Rif. Re Alberto

Superati rapidamente 400 m di dislivello arriviamo finalmente ai piedi delle Torri del Vajolet e…wow!
Peccato solo che il lago dietro il rifugio re Alberto (2621 m) sia ormai prosciugato.

Continuiamo a salire ancora un po’, e su un facile ghiaione raggiungiamo il rifugio Passo Santner (2741 m), che aprirà a giugno 2019.
Prima di venire sommersi dalle nuvole, riusciamo a fotografare questo spettacolo. Abbiamo raggiunto un orlo esterno di questo bacino roccioso che scende in piacchiata verso la valle.
Fa un certo effetto vedere un’esercitazione di soccorritori alpini che lavorano in tutta tranquillità a queste altezze.

Passo Santner

Passo Santner

Esercitazione in corso!

Esercitazione in corso!

Facciamo ritorno per lo stesso percorso dell’andata.

Rif. Vajolet e Preuss

Ritornando verso Bolzano ovviamente la tappa obbligatoria, non serve dirlo, è il fotografatissimo lago di Carezza!

Scarica la traccia gpx

Ascesa totale 950 m
Altezza min 1942 m
Altezza max 2718 m
Lunghezza 7,5 km
Durata 3h 45′ A/R (soste escluse)
Come arrivare Da Bolzano seguiamo per Nova Levante e Pera di Fassa. Si parcheggia all’impianto di risalita del paese da dove parte la navetta
Difficoltà Facile fino ai rifugi Preuss/Torri del Vajolet, la salita al Re Alberto è per escursionisti allenati. In qualche sito questa salita viene consigliata a tutti, non prendetela così alla leggera

16 Settembre 2018


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