Il Sentiero Atestino è una lunga escursione nel cuore dei Colli Euganei. Dal borgo di Arquà Petrarca si inizia un saliscendi che dura per 20 km

Ultima domenica di marzo prima di rientrare in zona arancione (sigh), sperando di evitare la ressa diretta in montagna decidiamo di optare per il nostro secondo grande amore dopo le Dolomiti, i Colli Euganei.

La primavera è il periodo perfetto per godere appieno delle fioriture del sottobosco e dei numerosi alberi da frutto tipici di queste zone.

Il Sentiero Atestino è il secondo itinerario per lunghezza presente sui colli (dopo l’Altavia dei Colli Euganei), e consiste in un giro ad anello con partenza dal caratteristico borgo di Arquà Petrarca.

Lasciamo la macchina nel comodo parcheggio ai piedi del borgo e risaliamo le vie del centro, per il momento deserte visto l’orario (sono le 8:00 del mattino), fino ad arrivare all’inizio di via Monte Piccolo.

Arquà Petrarca

Qui troviamo i primi cartelli del CAI, dobbiamo seguire il segnavia 3.

Abbandoniamo la via asfaltata dopo un centinaio di metri per immetterci su una comoda sterrata affiancata da uliveti che aggira dolcemente il Monte Piccolo.

Si cammina quasi sempre al bordo della vegetazione, intravedendo ogni tanto il panorama sui colli circostanti e sulla pianura in generale.

In questa stagione si alternano zone dove l’inverno fa ancora da padrone ad altre dove la vegetazione inizia a risvegliarsi.

Dopo aver aggirato il Monte Piccolo e il Monte Ventolone iniziamo a perdere quota gradatamente fino a risbucare su strada asfaltata.

Oltrepassiamo un gruppo di case e attraverso vigneti e ulivi ci dirigiamo verso quella che sui cartelli è indicata come “casa del parroco” che altro non è che un edificio in rovina.

Da qui il Sentiero Atestino sale in modo più deciso, si arriva ad un piccolo altare con tanto di croce e con delle ottime panchine, ne approfittiamo per toglierci qualche strato visto l’aumentare delle temperature.

Superato questo pezzo usciamo dal bosco e ci troviamo in mezzo a un via vai di macchine in cerca di parcheggio.

Capiamo subito di essere arrivati nei pressi del Monte Fasolo, meta della domenica molto gettonata.

Qui si gode del bellissimo spettacolo dei mandorli in fiori che delimitano tutto il viale che porta al Monte Rusta.

Anche il colpo d’occhio sulla vallata non è niente male.
Fortunatamente siamo già passati altre volte per questa zona perciò non sentiamo il bisogno di trattenerci oltre e ci allontaniamo velocemente dalla folla qui concentrata.

Il Sentiero Atestino prevede adesso di risalire ed aggirare il Monte Rusta, chi volesse risparmiarsi questa fatica dal Monte Fasolo può rimanere sul viale sterrato che conduce nei pressi di Villa Beatrice d’Este, esattamente dove ci ricongiungiamo anche noi dopo la salitaccia al monte.

In ogni caso il percorso è sempre ben segnalato, quindi non c’è pericolo di sbagliare strada.

sentiero che attraversa il Monte Rusta

panorama sul Mottolone

Continuiamo adesso su strada asfaltata per qualche centinaio di metri, dobbiamo scendere di quota per poi risalire brutalmente fino al pianoro del Mottolone.

La salita al pianoro è breve ma intensa, anzi diciamo pure che taglia le gambe, ma quando si arriva in cima ne siamo del tutto ripagati e per recuperare le forze quale momento migliore per l’immancabile pausa panino!

pianoro del Mottolone

Ormai non manca molto per concludere l’escursione, dal Mottolone si segue la strada asfaltata in direzione di Arquà Petrarca.

Si svolta a destra in via Marlunghe e seguendo i segnavia bianco rossi attraversiamo un prato di ulivi e alberi in fiore che in leggera discesa ci riporta ai margini del borgo.

Percorriamo la via che passa davanti alla casa del Petrarca e ci ritroviamo in centro al paese, decisamente più affollato rispetto a quando siamo partiti.

In breve raggiungiamo la macchina e chiudiamo questo appagante giro ad anello.

Scarica la traccia gps

Altezza max 390 m
Altezza min 15 m
Lunghezza 21 km
Dislivello 1000 m
Durata 6h
Come arrivare (Link Google Maps) Il parcheggio più comodo e quello del bar Ventolone, da dove inizia il sentiero. C’è un ampio parcheggio anche alla base del borgo. Entrambi i parcheggi sono a pagamento
Difficoltà
 Tecnicamente facile ma abbastanza lungo e con un continuo saliscendi
Note Ottimo percorso per la Primavera, soprattutto quando gli alberi da frutto sono in fiore.
Ovviamente da evitare nei mesi più caldi 

07 Marzo 2021